L’augusta grazia del combattimento.

La bellezza è una ferita

Quando il mattino della battaglia le compagnie si svegliano e si armano nella nebbia, ognuna occupa il suo posto e attende il giorno. Devono solo attendere e tenersi pronte.

Poi il caso sceglie una di esse fra tutte, e la pone al centro del combattimento.

Essa non l’aveva meritato: l’onore ha deciso per essa.

E le altre compagnie, sue compagne, mentre combattono, sentono oscuramente che altrove il combattimento è più vero, la morte più esigente, il sacrificio più utile e l’esito più decisivo. Per esse , lo sforzo ha delle soste; non ce ne sono per quelli che sono al centro; e quelli sentono di essere nella battaglia; indovinano gli sguardi, le grida lanciate verso di loro, e su di loro il pensiero del capo.

Sotto questi sguardi, queste grida, questo pensiero, il loro gruppo ferito, decimato, lotta con coraggio maggiore del suo stesso coraggio, resiste con una forza maggiore…

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